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lunedì 9 giugno 2014

I pensieri oziosi di un ozioso - Jerome K. Jerome (1886)

"È impossibile godere della pigrizia fino in fondo se non si ha parecchio lavoro da compiere. Non è affatto divertente non far nulla quando non si ha nulla da fare. Perdere tempo diventa allora una mera occupazione, e un'occupazione tra le più affaticanti. L'ozio, come i baci, per esser dolce deve essere rubato."
Jerome Klapka Jerome

RECENSIONE
Beh c'è poco da dire signori; giù il cappello perchè qui siamo di fronte ad un autentico fuoriclasse. Jerome Klapka Jerome, inglese di lontane origini ungheresi, vero esempio di dandy vittoriano e fantastico autore umoristico, con questo saggio sulla pigrizia (ma non solo) è ufficialmente entrato nella mia personalissima galleria dei miei eroi preferiti di tutti i tempi. 
Infatti, se già con il suo celebre racconto Tre uomini in barca ed il suo godibilissimo seguito Tre uomini a zonzo mi aveva affascinato e divertito, con questo I pensieri oziosi di un ozioso devo proprio dire che mi ha definitivamente conquistato. Mi sono totalmente innamorato della sua eleganza, del suo stile fintamente arzigogolato (in realtà comprensibilissimo, essendo una parodia del modo di scrivere barocco di alcuni suoi colleghi dell'epoca), della sua acutissima intelligenza e della sua sottile ed impareggiabile ironia, che a volte può risultare anche un po' greve e "bastarda", da sempre caratteristica peculiare, questa, dello humour britannico.
In questo lavoro dedicato alla sua amata e fidata compagna, che egli omaggia in apertura con una splendida poesia in grado di intenerire persino il più cinico dei lettori fino a che, e qui sta la prima di una lunghissima serie di perle, non ci si rende conto che Jerome si sta in verità rivolgendo alla propria adorata pipa, vengono analizzati, e spesso messi in ridicolo, vari aspetti della personalità e del carattere degli esseri umani.
Si toccano così gli argomenti più disparati come il denaro (e in particolare, la mancanza dello stesso), la malinconia, la timidezza, gli abiti e la moda, gli appartamenti ammobiliati. 
E, ovviamente, il filo conduttore di tutti questi pensieri a ruota liberissima, e cioè l'ozio.
Ma sarebbe un errore pensare a Jerome solamente come ad uno scrittore dedito esclusivamente alla satira sociale. Infatti, seppur va detto che le pagine più piacevoli siano indubbiamente quelle dove viene fuori prepotente la sua vena ironica ed autoironica, è altrettanto giusto far notare come lo scrittore inglese sia perfettamente capace anche di riflessioni più profonde, come avviene nel capitolo in cui tratta di temi come la povertà e l'onestà. Un altro esempio in tal senso è rappresentato da una giusta constatazione sul fatto che sovente i suoi animali da compagnia arrivino ad avere una sensibilità ed una serie di atteggiamenti molto più umani e compassionevoli di tante altre persone. Eppure, riflette sarcasticamente Jerome rivolgendosi al suo vecchio cane, "Lo sai che tu, dagli occhi chiari e profondi, dagli sguardi vivaci, che tutto capiscono, non sai che sei solo un animale privo di intelletto? Non sai che quel demente dagli occhi vitrei, gonfio di gin, quello appoggiato al palo, laggiù, è incommensurabilmente superiore a te dal punto di vista intellettuale?".
E se anche con questo non sono riuscito a convincervi almeno a dare un'occhiata ad una sola opera scritta da Jerome, allora non so davvero cos'altro potrei dire di più per farvi capire che razza di grande personaggio fosse costui, oltre ad essere un autore assolutamente eccezionale.

BF

Nella nostra libreria:
Jerome K. Jerome
I pensieri oziosi di un ozioso. Un libro per una vacanza oziosa (Idle Thoughts of an Idle Fellow, a book for an idle holiday)
ed. PIANO B
141 pag.
traduzione a cura dello Studio editoriale 451